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La nostra casa e la domanda del futuro: “dalla casa con servizi ai servizi con la casa”

Che cosa è cambiato nel desiderio di casa con la pandemia? A quali caratteristiche si guarda oggi, quali sono i "desiderata" tra gli italiani emersi in questo biennio? E come si evolverà l’offerta e la domanda del mercato nel prossimo futuro?
la casa del futuro: dalla casa con servizi ai servizi con la casa

A queste domande risponde la ricerca “La nostra casa e la domanda del futuro” realizzata da Scenari Immobiliari e Abitare.co e presentata durante il 26° Forum Scenari immobiliari di Santa Margherita Ligure lo scorso 17 Settembre.

Secondo i dati dello studio, più della metà degli intervistati pensa di cambiare casa da qui a 2 anni. Un desiderio nato proprio durante i mesi di lockdown, un “effetto covid”, scaturito dalle limitazioni agli spostamenti personali, che hanno generato nuove abitudini e stili di vita. C’è inoltre una crescente tendenza delle persone verso l’utilizzo di nuovi strumenti tecnologici per cercare e visitare casa, sicuramente incentivata dai periodi di chiusura forzata. La domanda resta comunque legata al rapporto diretto con l’agente e con il consulente immobiliare, e si immagina che questo avverrà anche in futuro. 

Gli italiani oggi desiderano una casa più grande, connessioni Internet veloci, efficienza energetica, e confermano il trend tutto nostrano relativo al desiderio di acquistare l’immobile, a scapito dell’interesse verso il mercato degli affitti che continua a scendere.  

“Sono state interpellate un migliaio di persone in tutta Italia” – sintetizza Alessandro Ghisolfi, di Abitare Co.  – “e ne è emerso in generale che l’80% del campione sia interessato all’acquisto mentre solo un 20% resterebbe comunque in affitto. Ma di quell’80%, molti sceglierebbero la locazione se in un contesto residenziale fornito di servizi all’abitare. Ne traiamo la conclusione che sono i servizi, oggi, a fare davvero la differenza.”

Questo trend sarà sempre più evidente soprattutto in un’ottica di medio periodo: guardando al 2030, nella scelta della casa – di proprietà o in affitto che sia – diventeranno sempre più centrali i servizi, soprattutto quelli condominiali, integrati ed evoluti, che il contesto residenziale sarà in grado di offrire.  

Già oggi, dalla ricerca, emerge tra gli intervistati il desiderio della presenza di un “concierge” che viene percepito come una figura necessaria per fare da filtro con l’esterno;  è importante poi la possibilità di avere un servizio di manutenzione interno al condominio, così come si desidera di poter disporre di spazi di storage personali o addirittura, per alcuni, di celle frigorifere in cui il portiere possa depositare, ad esempio, la spesa ordinata on line o i pacchi recapitati dai corrieri, per poi poterli ritirare al rientro dall’ufficio.

Altri spazi richiesti sono il terrazzo attrezzato per feste o riunioni, aree fitness o wellness, zone per lo svago dopo il lavoro. E si fa strada anche l’interesse per la presenza di colonnine per la ricarica delle auto elettriche.  

Questa evoluzione non sembra limitarsi a contesti urbani come Milano, che senza dubbio rappresenta il laboratorio trainante per tutta Italia, ma piuttosto comincia a delinearsi come un modello a cui tutto il mercato immobiliare guarderà nei prossimi dieci anni, sia che si tratti di rigenerare un’area dismessa e riqualificarla, sia nel caso della ristrutturazione di un singolo edificio già inserito in un quartiere vissuto.

Emergerà quindi un nuovo edificio residenziale, in cui i servizi condominiali saranno gli elementi distintivi: dovranno occupare spazi adeguatamente progettati e dovranno essere distribuiti in modo da appagare le esigenze che non riescono ad essere soddisfatte nello spazio privato della casa.  

Così concepiti, questi servizi di nuova generazione potranno essere un elemento fondamentale per qualificare anche il settore degli affitti, e ampliarne la dimensione della domanda reale. Sono queste le conclusioni che emergono dalla ricerca, ben sottolineate anche dalle parole di Francesca Zirnstein, direttore generale Scenari Immobiliari:

“Lo sviluppo del settore residenziale nel prossimo decennio – dichiara  – sarà inevitabilmente legato all’offerta da parte del mercato di forme evolute di abitazioni: edifici costituiti da cellule abitative e completati da amenities, numerose e variabili in base al tipo di residenza, ma che rappresentano il minimo comun denominatore della casa del futuro. In quest’ottica la scelta di locazione gestita presenta vantaggi innegabili: flessibilità, accesso a servizi altrimenti fuori budget per la maggior parte degli utenti, possibilità di abitare in contesti nei quali sarebbe impossibile comprare casa, oltre ovviamente all’assenza di spese di manutenzione straordinaria”

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